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SAI PERCHE ?
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Si, sembra di si, ah ah ah ah! Parolacce e imprecazioni sono una risposta fisica del nostro organismo al dolore. Secondo uno studio britannico è bene NON trattenersi: dire volgarità ha un effetto analgesico. Se piantando un chiodo vi siete tirati la classica martellata sul dito, imprecate pure ad alta voce e date sfogo a tutta la vostra sofferenza: dire parolacce sembra infatti avere un effetto analgesico e lenitivo sul dolore. Lo affermano gli psicologi dell’Università inglese di Keele in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di "NeuroReport". Arrabbiarsi aumenta la frequenza cardiaca, stimola la produzione di adrenalina e innalza la soglia di sopportazione del dolore. Lasciarsi andare a espressioni un po’ troppo colorite sembra quindi essere una risposta fisica e non solo emotiva data del nostro organismo quando si trova in difficoltà. Secondo gli esperti le imprecazioni nascono nell’emisfero destro del cervello, quello legato all’emotività, mentre linguaggio e parola attivano l’emisfero sinistro. SAI SE LE PENTOLE DI RAME SONO VELENOSE ? Il rame è tossico se ingerito in grandi quantità (più di 6 mg al dì). Le pentole di rame ne rilasciano solo tracce; non provocano dunque danni alla salute. Cibi e bevande acidi (quindi corrosivi) non vanno però conservati in contenitori di rame. SAI PERCHE' I MASCHI BALBETTANO PIU' DELLE FEMMINE ? La predominanza maschile di questo disturbo è riscontrabile in tutto il mondo con una proporzione di circa 4 a 1 (su 5 persone che balbettano, 4 sono maschi e 1 è femmina). Al momento non si hanno spiegazioni certe anche se l’ipotesi genetica è la più accreditata: la balbuzie cioè si trasmette dal padre al figlio maschio. I motivi per cui il disturbo si manifesta sono però vari: fragilità emotiva, lesioni organiche, traumi di tipo psichico. Di solito con l’aiuto di uno specialista si impara a controllare la velocità dell’eloquio e si ottengono buoni risultati. SAI PERCHE' IL PALMO DELLA MANO NON SI ABBRONZA ? Per due fattori. Il primo è la scarsità di melanociti, cellule che producono la melanina e che si trovano nella zona sottocutanea detta “strato malpidiano”. Il secondo fattore è lo spessore dello strato corneo, cioè della pelle superficiale: il palmo della mano e la pianta dei piedi hanno uno strato epidermico di consistenza maggiore di quello di altre parti del corpo. Duro e resistente, tale strato impedisce la melanogenesi, cioè il passaggio dei granuli di melanina che i melanociti normalmente inviano allo strato corneo superficiale. Un’avvertenza: la presenza, per la verità rara, di nei sul palmo della mano e sulla pianta del piede è un fatto anomalo che va controllato. |
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